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Esercizio in deroga delle professioni sanitarie: la posizione del Coordinamento OPI del Piemonte

Il Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Piemonte ha approvato un documento ufficiale di posizionamento in merito alla proroga dell’esercizio in deroga delle professioni sanitarie, con particolare riferimento alla professione infermieristica. Nel documento si evidenzia come una misura introdotta in contesto emergenziale durante la pandemia da Covid-19 abbia progressivamente assunto carattere strutturale, con proroga estesa fino al 31 dicembre 2029. Secondo il Coordinamento, tale evoluzione non risulta più riconducibile a presupposti straordinari e comporta rilevanti criticità sotto il profilo della qualità dell’assistenza, della sicurezza delle cure e della tutela dell’ordinamento professionale.

In particolare, vengono richiamate:

  • la necessità di verifiche uniformi e obbligatorie delle competenze linguistiche;
  • il ripristino della centralità della verifica ministeriale dell’equivalenza dei titoli esteri;
  • la garanzia della piena tracciabilità e veridicità della documentazione professionale;
  • il contrasto a dinamiche di dumping contrattuale e a possibili diseguaglianze tra professionisti;
  • la tutela dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia della dignità professionale. 

 

Il Coordinamento sottolinea altresì l’esigenza di preservare il sistema di garanzie posto a tutela dei cittadini e di assicurare standard assistenziali coerenti con il quadro normativo nazionale ed europeo. Alla luce delle criticità esposte, gli OPI del Piemonte richiedono il superamento dell’esercizio in deroga quale strumento strutturale di compensazione della carenza di personale e sollecitano l’adozione di politiche organiche e durature di reclutamento, valorizzazione e fidelizzazione dei professionisti sanitari. Il Coordinamento ribadisce infine che la risposta alla carenza di personale deve fondarsi su competenze verificate, condizioni di lavoro dignitose e piena tutela della sicurezza delle cure, nel rispetto dell’interesse pubblico e del diritto costituzionale alla salute.