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L’infermieristica pediatrica europea a Roma

Il 5 giugno si è tenuto nella Capitale il 25° meeting della Paediatric Nurse Associations of Europe (PNAE), alla quale ho avuto l’onore di partecipare insieme alla nostra Presidente, Laura Barbotto. L’incontro è stata l’occasione per confrontare la situazione italiana con i restanti Paesi europei e prendere consapevolezza che i nostri problemi e dilemmi sono comuni a molte altre realtà.
Tra i numerosi argomenti oggetto di confronto e discussione i più importanti e sentiti dai presenti riguardavano la formazione e l’impiego dell’infermiere pediatrico.
E’ emerso che solo in alcuni Stati sono previsti canali specifici per la formazione dell’infermiere pediatrico, di base o post-base, mentre in diverse Nazioni non è prevista una figura professionale specifica per l’assistenza pediatrica e le competenze vengono acquisite dai professionisti solamente con l’esperienza. In molte realtà pediatriche europee vengono impiegati molti professionisti senza una preparazione adeguata ad affrontare i peculiari problemi dei piccoli pazienti; l’ambito territoriale, in tutta l’Europa, rappresenta una terra di frontiera.
Riguardo il tema della formazione la PNAE sostiene la necessità di costruire percorsi di base paralleli per l’infermiere e l’infermiere pediatrico che abbiano in comune argomenti come la metodologia di ricerca, il management sanitario ma che si differenzino per i temi più strettamente assistenziali. Allo stesso tempo ogni Paese dovrebbe identificare standard professionali essenziali che il professionista deve possedere per poter lavorare all’interno di unità operative pediatriche. Queste, secondo l’opinione della PNAE condivisa da tutti i partecipanti, sono le azioni da intraprendere per garantire al bambino e ai suoi famigliari un’adeguata qualità assistenziale.
La motivazione che questo meeting ha trasmesso per lavorare per la nostra professione è davvero tanta. In Italia la nostra professione si dedica con forza per avanzare proprio in questa direzione; basti pensare al comma 566 della legge di stabilità 2015 e, per noi infermieri pediatrici, al risultato del sondaggio condotto dalla nostra Federazione sul futuro dell’infermieristica pediatrica. E’ auspicabile, quindi, che si continui in questa direzione con più motivazione che mai, senza che vengano fatti passi indietro; che vi sia alleanza, piuttosto che divisione, all’interno della nostra professione e con le altre professioni; infine, che si lavori, soprattutto per quanto riguarda il mondo pediatrico, sulle lacune che ancora esistono e ci impediscono di raggiungere risultati sempre migliori.

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Melania Cavallo
Infermiera Pediatrica
Consigliera Collegio Ipasvi di Cuneo